Menopausa, Capitolo 3

Fra le altre cose, la spalla congelata

la fisiologia e l’emotività

Recentemente una collega Rolfer brasiliana, mi ha parlato di uno studio che ha condotto sulla “spalla congelata”. Il risultato della ricerca è stato che all’origine di questa disfunzione nella maggior parte dei casi, ci sono motivazioni di tipo psicologico, emozionale.

Frequentando corsi di approfondimento di osteopatia viscerale, ho appreso una interessante correlazione. L’insegnante spiegava che spesso nelle donne intorno ai 50 anni, nel periodo della pre-menopausa o menopausa, compaiono dolori alla spalla destra, limitazioni nella mobilità, fino a diventare “spalla congelata”. Questa limitazione pare essere associata ad una variazione dell’attività e della densità del fegato che è coinvolto nella gestione del cambiamento ormonale in corso.

Ma cosa unisce il fegato alla spalla destra? L’insegnante spiega che il nervo frenico che innerva il muscolo diaframma, ha ramificazioni che giungono alla capsula articolare della spalla ed altre ramificazioni che raggiungono la membrana che avvolge il fegato ed il suo legamento coronale, che è in diretto contatto con il diaframma, attraverso il peritoneo. Allora, la densità del fegato altera, limitandola, la sua mobilità relativa al movimento che nasce dalla incessante attività del diaframma, e “trattiene” la spalla.

Immaginate di voler estendere il vostro braccio in alto, ma qualcosa dal basso lo trattiene.

Nasce un conflitto: voglio prendere, spingere, tirare ma non posso, non riesco.

La mano mi relaziona con il mondo, è il diaframma fra il mio ambiente interno e quello esterno. Dare e ricevere. Spingere e tirare. Toccare ed essere toccati. Questi gesti sono carichi di emotività, di vissuto, di storia e memoria. Ma chiedono anche la capacità di creare e attuare un progetto, di avere una prospettiva, una vista panoramica.

Il passaggio verso la “pausa dal ciclo”, è stato per me una opportunità per riconsiderare il significato ed il valore che attribuisco alla parola “femminile” e per trovare altri ambiti in cui esprimere la mia  creatività.

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